26 marzo 2026 15:00 - Sala Buzzati del Corriere della Sera - Via Eugenio Balzan, 3, Milano
A cura di Francesca Gambarini, giornalista L’Economia del Corriere della Sera
Il cambiamento climatico non è solo una crisi ambientale: è una trasformazione demografica e sociale senza precedenti. Temperature estreme, scarsità d’acqua, inondazioni e degrado ambientale stanno ridisegnando la mappa dell’umanità — spingendo popolazioni a spostarsi, ridefinendo città e territori, e mettendo alla prova la nostra capacità di adattamento e convivenza. Il pomeriggio della giornata Planet esplora il nesso tra clima, migrazioni e società attraverso prospettive scientifiche, urbane e umane: dai dati globali ai volti delle comunità che ogni giorno si reinventano per sopravvivere e per restare.
Un viaggio tra dati, scenari e prospettive per comprendere come il cambiamento climatico stia modificando la distribuzione della popolazione sulla Terra e incidendo sulla vita quotidiana: dai mezzi di sussistenza alla salute, dal benessere alle dinamiche demografiche. Questi impatti non sono uniformi: vulnerabilità, istruzione e capitale umano diventano fattori chiave che determinano chi è più esposto e chi ha maggiore capacità di adattamento, L’intervento esplora non solo come gli effetti climatici plasmino in modo differenziato comunità e territori, ma anche le risposte di adattamento possibili — individuali, collettive e istituzionali. Un’analisi che intreccia scienza, società e giustizia climatica per restituire una visione globale dell’umanità in movimento.
Con Raya Muttarak, Università Bocconi
In un contesto caratterizzato da nuove sfide guidate dai Trend Trasformativi quali la Transizione Digitale, accelerata dall’Artificial Intelligence, la Blue Economy, le Life Sciences, la Space Economy, la Crisi demografica, è fondamentale lavorare con Istituzioni Università ed imprese per supportare le nuove generazioni, la futura leadership, e renderli più consapevoli sull’evoluzione delle Competenze, tema chiave per la competitività del Paese, attraverso percorsi orientati alla valorizzazione dell’individuo e delle relazioni umane, ed offrendo strumenti per leggere la complessità del nostro tempo. Oltre alle competenze tecnologiche, diventano sempre più importanti le soft skills come pensiero critico, problem solving, creatività, resilienza e capacità di fare rete, che aiutano a distinguersi in un mercato del lavoro in continua evoluzione. Per questo la formazione deve diventare continua e adattiva, accompagnando le persone lungo tutto il percorso di studio e professionale.
Con Elisa Zambito Marsala, Responsabile della Direzione Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo e Elia Bombardelli, Docente di Matematica e Content Creator
Le città, responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali, sono anche i luoghi dove più chiaramente si misura l’adattamento al clima. Ondate di calore, disuguaglianze abitative e pressioni migratorie stanno trasformando gli spazi urbani in laboratori di resilienza e rigenerazione. Urbanisti, amministratori e innovatori discutono come ripensare l’abitare, la mobilità e il verde urbano per costruire città capaci di accogliere e proteggere.
Con Anna Lisa Boni, Assessora del Comune di Bologna - Missione clima 2030, Edoardo Croci, Università Bocconi e Thomas Osdoba, Managing Director NetZeroCities
Esiste una relazione profonda e inseparabile tra la sostenibilità del pianeta e quella delle persone, delle organizzazioni, dei territori e della società, come evidenzia la teoria degli ecosistemi personali del prof Molina. Dal focus sul profitto ai modelli triple bottom line ed ESG, assistiamo ad un’evoluzione verso una visione più ampia di sostenibilità olistica, che nella scuola può tradursi in percorsi di apprendimento attivo, capaci di coinvolgere studenti e docenti come protagonisti del cambiamento.
Con Alfonso Molina, Direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale e Personal Chair in Technology Strategy (Università di Edimburgo)
Dalla laguna di Venezia, dove l’acqua è insieme casa e minaccia, prende voce un racconto che diventa universale. Attraverso le atmosfere e le suggestioni del suo spettacolo Alieni in laguna, Andrea Pennacchi ci accompagna in una riflessione ironica e profonda su cosa significa abitare un mondo che cambia. Una conversazione che intreccia teatro e realtà, poesia e geografia, per restituire il lato umano del cambiamento climatico: quello di chi si scopre straniero nei luoghi di sempre, e cerca nuovi modi per restare, convivere, resistere.
Francesca Gambarini, Giornalista L’Economia del Corriere della Sera, dialoga con Andrea Pennacchi, Attore e drammaturgo e Giorgio Gobbo, Musicista
Nel Sud del mondo, il cambiamento climatico non è più una minaccia futura: è già oggi una forza che interagisce con economie fragili, reti sociali e possibilità reali di vita. Gli shock climatici si sommano a fattori economici, informativi e sociali, contribuendo a ridefinire le scelte delle persone: migrare, restare, spostarsi altrove per periodi brevi o reinventare la propria sopravvivenza. Questo panel esplora queste dinamiche complesse attraverso prospettive scientifiche, politiche e umanitarie. Si discuterà di come il clima influenzi sistemi già sotto pressione, di come le decisioni migratorie derivino da molti fattori intrecciati e di quali strumenti servano per affrontare conseguenze spesso inattese. Un confronto per comprendere meglio cosa significa vivere — e scegliere — nei luoghi dove il clima colpisce più duramente.
Con Kamal Amakrane, Climate Envoy of the President of the UN General Assembly, Managing Director @UN GCCM, Michael Joseph Puma, Professor of Climate and Director, Center for Climate Systems Research at Columbia Climate School, Columbia University e Salvatore Sortino, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni
Un racconto che intreccia esperienza diretta e impegno professionale nei territori più esposti alla crisi climatica. Attraverso la sua prospettiva, emerge come conoscenza, partecipazione e leadership giovanile possano trasformare la fragilità in capacità di adattamento. Un intervento che restituisce la dimensione concreta e umana della transizione: non solo resistere al cambiamento, ma guidarlo.
Con Fatou Jeng, Fondatrice di Clean Earth Gambia